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Pantheon: audioguida gratuita

Pantheon a Roma: la storia, come la racconta l’app Votura sul posto. Leggila qui o ascoltala lì, con le indicazioni a piedi fino alla tappa successiva.

Pantheon

Prima di andare

Indirizzo
Piazza della Rotonda (Via Palombella), 00186 Roma Lazio
Orari
Mon–Sat: 8:30 AM–7:30 PM; Sun: 9:00 AM–6:00 PM

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La storia

Pantheon di Roma (Pantheon) è uno dei monumenti più straordinari dell’antichità, oggi chiesa di Santa Maria ad Martyres e uno dei luoghi più visitati del centro storico romano. L’edificio che vediamo nasce dal grande rifacimento voluto da Adriano tra il 118 e il 128 d.C., ma il nome richiama il tempio più antico fatto costruire da Marco Vipsanio Agrippa nel 27-25 a.C. e poi distrutto da un incendio. Sulla facciata si legge ancora l’iscrizione latina M·AGRIPPA·L·F·COS·TERTIVM·FECIT, che conserva la memoria del progetto augusteo anche se l’architettura attuale appartiene all’età adrianea. Dal 609 d.C. l’edificio è consacrato come chiesa cristiana, dopo che l’imperatore bizantino Foca lo dona a papa Bonifacio IV.

La sua fama mondiale nasce soprattutto dalla cupola, la più grande cupola in calcestruzzo non armato mai costruita, con un diametro interno di circa 43,3 metri e un’altezza interna quasi identica, così che lo spazio forma una sfera perfetta. Al centro si apre l’oculo di circa 8,9 metri, l’unica sorgente di luce naturale, e la pioggia entra davvero all’interno per poi defluire attraverso un pavimento leggermente convesso con fori di scolo. Il portico presenta 16 colonne monolitiche di granito: otto in facciata e otto dietro, con capitelli corinzi in marmo. Le colonne, alte circa 12 metri, reggono un timpano severo che introduce a uno degli interni più armoniosi mai concepiti, con pareti cilindriche scandite da nicchie e cappelle.

Dentro il Pantheon riposano figure decisive della storia italiana. Qui si trovano la tomba di Raffaello Sanzio, morto nel 1520, e i sepolcri di due re d’Italia, Vittorio Emanuele II, morto nel 1878, e Umberto I, morto nel 1900, insieme alla regina Margherita di Savoia, morta nel 1926. Il monumento diventa così non solo un capolavoro romano, ma anche un pantheon nazionale nel senso più concreto del termine. Tra gli altri personaggi commemorati spiccano l’architetto Baldassarre Peruzzi e il pittore Annibale Carracci, entrambi legati alla memoria artistica di Roma.

La sopravvivenza del Pantheon è eccezionale perché, a differenza di molti templi antichi, non viene abbandonato dopo la caduta dell’Impero ma continua a vivere come spazio sacro. Nel corso dei secoli subisce trasformazioni, tra cui l’apertura di campanili poi rimossi, spesso ricordati come le “orecchie d’asino”, attribuite a Bernini nel Seicento. Il portico e la rotonda conservano ancora la struttura imperiale, mentre l’interno riceve altari, immagini mariane e decorazioni cristiane che testimoniano il passaggio da tempio pagano a basilica. Questo riuso ininterrotto spiega perché l’edificio rimane così integro rispetto ad altri grandi monumenti dell’antica Roma.

Oggi, in Piazza della Rotonda, il Pantheon resta un capolavoro assoluto di ingegneria e storia urbana, incastonato tra il Traforo di via della Rotonda e il reticolo vivo del centro di Roma. La sua facciata di 33 metri circa, il pronao monumentale e la rotonda perfettamente proporzionata continuano a impressionare architetti, storici e viaggiatori. Entrarvi significa attraversare quasi duemila anni di continuità romana, dall’età di Agrippa e Adriano alla Roma dei papi e del Regno d’Italia. Pochi edifici al mondo uniscono con tanta chiarezza numeri, nomi e memoria: 118-128 d.C., 27-25 a.C., 609 d.C., 43,3 metri, 8,9 metri, 16 colonne, e una presenza che ancora domina la città con autorità silenziosa.

Scritto per l’audiotour Votura e letto nell’app. Gli orari cambiano: verificali prima della visita.

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